Perchè non dovresti dire “sgarro”
Ecco perché non dovresti utilizzare la parola “sgarro” associata ad un cibo che ritieni poco sano o non finalizzato ad ottenere un dimagrimento.
Cibi sani e cibi proibiti
La disparità che nella nostra mente si crea quando definiamo un cibo come buono o cattivo ha dei risvolti negativi sul nostro comportamento alimentare.
Porta infatti da una parte ad aumentare la porzione dei cibi che riteniamo sani, convinti che in quanto tali non ci possano portare ad un aumento di peso.
Dall’altra parte, innesca un meccanismo di restrizione cognitiva nei confronti dei cibi “proibiti”, che si dipingono di un’accezione negativa e da evitare a tutti i costi.
Gli effetti della restrizione cognitiva
Quando nella nostra concezione di sana alimentazione categorizziamo alcuni alimenti come “proibiti”, la diretta conseguenza è la bramosia di assaporare quel cibo.
Ai miei clienti faccio sempre l’esempio dell’orso bruno: chiedo loro di “pensare a qualsiasi cosa tranne che immaginare un orso bruno”.
L’orso bruno è la prima cosa che sicuramente viene loro in mente, segno che una restrizione di pensiero riporta automaticamente l’attenzione sull’oggetto proibito.
Perché è meglio non avere cibi proibiti?
La maggior parte di noi ha dei cibi che reputa proibiti, e quali siano o in che quantità è altamente soggettivo.
Una cosa però è in comune ad ognuno: l’eccedere in quantità ogni volta che ci si concede quel cibo o quella pietanza, con il conseguente senso di colpa perché quello era un alimento ritenuto proibito.
Si può innescare una spiacevole sensazione di non avere il controllo, e la volontà di rimediare a questo scivolone rifugiandosi nel mangiare solo cibi ritenuti sani.
Questo comportamento prosegue fino a che non ci riconcediamo qualcosa di “proibito”, e ricomincia così questo circolo vizioso.
Consigli pratici per non dire più “sgarro”
Anche se richiede un grande lavoro psicologico, non avere più una categorizzazione di cibi sani e non sani è possibile.
La chiave è trovare il giusto equilibrio, sperimentando cosa significa assecondare la nostra voglia.
Ogni volta che sentiamo il bisogno di mangiare un alimento che da sempre riteniamo proibito, proviamo ad ascoltarci: mangiamo una piccola quantità di questo alimento, cercando di convincerci che possiamo mangiarlo ogni volta che ne sentiremo la necessità.
Inizialmente avvertiremo questo bisogno anche ogni giorno, , ma poi piano piano non ne sentiremo più una necessità impellente.
Ecco che, uscendo dalla categorizzazione del cibo come “proibito”, non avremo più quella forte tentazione di mangiarne in eccesso e quell’alimento diventerà identico a tutti gli altri.
E soprattutto, non vivremo più l’alimentazione come un senso di colpa ma come nutrimento, per il corpo e per lo spirito.
Perché il cibo deve essere equilibrio, serenità e consapevolezza!

